domenica 19 maggio 2013

Corsi di Raja Yoga

L'Issup(International School of Studies for Universal Peace) organizza in collaborazione con Terra Nuova ONLUS nella nostra sede a Mottola, i Corsi di Raja Yoga. L’attività svolta dalla ISSUP abbraccia un arco di oltre 40 anni. Sono stati organizzati corsi nazionali e internazionali (Roma, Milano, Firenze, Napoli, Verona e in residence in S. Felice Circeo, Ansedonia, Lago di Vico, Tivoli, Capri, Fregene, Fiuggi, Lago di Braies (Dolomiti), Portorià (Grecia), Hong Kong (Cina), Madeira (Portogallo), Rishikesh (India – Himalaya). I Corsi si terranno Giovedì 23 Maggio dalle ore 18.

Per info: Dott. Domenico Scoglietti(Presidente ISSUP) Cell. 347/3770794; Tommaso Gentile(Presidente Terra Nuova ONLUS) Cell. 334/9118922.

Ecco in cosa consiste il Raja Yoga(Meditazione).

NOTE GENERALI:
Una tecnica MENTALE, NATURALE e SPONTANEA scientificamente convalidata (senza sforzo nè fisico né mentale). Eliminando le tensioni conduce la mente nei livelli profondi sviluppando la personalità individuale.

COME SI PRATICA
Durante 15 - 20 minuti alla mattina e alla sera. Non necessita alcun regime alimentare, né complicati esercizi fisici.

A CHE COSA SERVE

-PER MIGLIORARE la salute, la memoria, l’efficienza, la sicurezza nelle relazioni personali;
-PER INCREMENTARE l’intuizione, la concretezza, la capacità di apprendere l’intelligenza creativa, la gioia di vivere;
-PER ELIMINARE tensioni, aggressività, timori, ansietà, depressioni.

Agisce positivamente su tutti i piani: fisico, mentale, spirituale dell’uomo.

CHI LA PUO’ PRATICARE
TUTTI senza distinzione di età, sesso, religione, o condizione sociale.

COME SI APPRENDE
Dopo cinque sedute o lezioni che durano circa 1 ora, precedute da lettura introduttiva. Gli istruttori sono autorizzati dalla ISSUP.

giovedì 9 maggio 2013

Pitagora: un ponte tra Oriente e Occidente

La filosofia di Pitagora e dei Pitagorici, pur originaria delle colonie ioniche, si sviluppò soprattutto nella Magna Grecia e nel V secolo nella Grecia continentale. Essa risente di molteplici influenze: le filosofie ioniche, i misteri dionisiaci ed eleusini, l’orfismo, le religioni orientali, che Pitagora conobbe durante i suoi viaggi. La filosofia pitagorica pur mantenendo una certa continuità con la scuola di Mileto presenta dei tratti del tutto originali. Mentre il sapere dei milesi era un sapere naturalistico, legato alle scienze e alle tecniche con Pitagora e i suoi discepoli la figura del filosofo si sovrappone e si confonde con quella del sacerdote e dell’oracolo, dell’educatore e dell’uomo politico. Siamo di fronte a una dottrina sviluppata e praticata non da un singolo pensatore, ma da una vera e propria comunità, fatto insolito nel mondo antico. Le testimonianze a noi pervenute presentano la scuola pitagorica come una comunità religiosa e politica, dai forti interessi filosofici e scientifici. Essa era aperta a tutti, anche alle donne e agli stranieri. Imponeva un duro periodo di noviziato durante il quale si era sottoposti a prove rigorose e riti purificatori. Gli appartenenti alla setta dovevano rispettare una sorta di catechismo che regolava la loro vita pubblica e privata: dovevano rispettare gli dei, essere fedeli agli amici, compiere ogni sera un esame di coscienza sulla giornata trascorsa e ogni mattina fare un programma sul giorno che iniziava. Gli insegnamenti venivano praticati oralmente e su di essi era necessario mantenere il segreto. Per i pitagorici principio di tutte le cose era il numero. Essi consideravano il numero non come entità astratta bensì concreta, da questi derivano tutte le cose e tutte le relazioni sono esprimibili attraverso determinazioni numeriche. La scienza matematica veniva intesa in primo luogo come mezzo di purificazione dell’anima, una via alla conoscenza della natura profonda delle cose. I pitagorici inoltre credevano nella reincarnazione dell’anima: l’anima, di origine divina, per potersi liberare dalla prigionia del corpo in cui è stata obbligata a incarnarsi, deve passare attraverso molte vite, fino a raggiungere la purificazione finale. L’insegnamento di Pitagora non era soggetto a discussione, ma era trasmesso e appreso come una rivelazione divina. La sua figura divenne leggendaria e venerata dai discepoli come quella di un dio. Le numerose biografie descrivono la sua personalità fuori dal comune: discendente da Apollo per via di numerose incarnazioni, dotato di virtù taumaturgiche, capace di miracoli e profezie. A Crotone egli fondò una scuola, che ebbe subito i favori del governo aristocratico della città, la fama del filosofo si estese per tutta la Magna Grecia giungendo fino a Roma. Legati alla casta sacerdotale, i pitagorici acquistarono un notevole peso politico nelle polis della Magna Grecia non solo a Crotone ma anche a Sibari, ad Agrigento e a Reggio. La politica antidemocratica ed aristocratica dei pitagorici fu forse la causa della loro sconfitta, tuttavia il pitagorismo non scomparve. Nuove comunità si formarono nella Grecia continentale soprattutto ad opera di Filolao a Tebe e Archita a Taranto, la cui comunità fu quella più longeva. Questa corrisponde alla seconda generazione dei pitagorici. Una più accentuata intonazione religiosa si trova nel neopitagorismo un movimento che si svolge tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C. Nella personalità del suo più celebre esponente, Apollonio di Tiana vissuto nel I secolo d.C. , gli aspetti filosofici si fondono con quelli religiosi. Filosofo e asceta vegetariano,profeta e indovino, mago e taumaturgo, la sua carriera termina con una sorta di assunzione al cielo. L’imperatore Caracalla gli innalzò un santuario e Alessandro Severo lo venerava nel suo larario accanto ad Abramo, Orfeo e Gesù. Evidente è il sincretismo tra filosofia pitagorica e il nascente cristianesimo, un elemento che si ritrova anche in un altro grande rappresentante del neopitagorismo, Numenio di Apamea vissuto nel II secolo d.C.